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CASTRO DEI VOLSCI

CASTRO DEI VOLSCI È UN PAESE NEL CUORE  della Ciociaria,

 a 100 km, da Roma, sulla Ferrovia Roma-Cassino-Napoli,

 

Altitudine:  385 m. slm

Superficie:  58,23 kmq

Abitanti:      5.200 circa

 CENNI STORICI

Le origini di Castro dei Volsci. Certamente il suo territorio fu abitato sin dall'età neolitica, come si può ricavare dal rinvenimento di industria litica sulla sponda destra del fiume Sacco e dalla presenza delle mura megalitiche, che cingono la cima di Montenero per circa 1 km. Lo storico Michele De Mattias, in un suo accurato studio, avanza l'ipotesi che Castro sia sorta sui resti dell'Arx Carventana. La fortezza volsca avrebbe avuto la funzione di vigilare su una delle strade secondarie (tramites transversi), che univano la via Appia alla via Latina.

I Volsci usavano, per costruire le loro abitazioni e le opere difensive, pietre e legnami facilmente reperibili sul posto. L'impiego dei laterizi fu introdotto nella zona dagli etruschi e dai romani. L'osservazione dei recenti scavi in località Casale fa pensare, sia per l'impianto delle costruzioni sia per i materiali usati, ad edifici sontuosi di epoca imperiale; la totale assenza di suppellettili ed utensili fa pensare che gli abitanti, allontanatisi in un primo momento per sfuggire alle violenze degli invasori, tornarono sul posto per recuperare ciò che i barbari non avevano asportato o distrutto.

Probabilmente i romani distrussero l'ipotizzata rocca volsca di Castro perché era stata loro di ostacolo e non la ricostruirono perché era diventata inutile. Fortificarono invece Montenero, che fronteggiava gli irrequieti e bellicosi Sanniti, stanziati ad est fino a Ceprano. Dopo la sconfitta definitiva dei popoli latini (340 a.C.) e mentre Roma assimilava lentamente i Volsci, fiorì a cavallo del fiume (Trerus Amnis) il Forum Subtreranum, mercato appartenente ad uno dei centri vicini: Fabrateria Vetus - Fregellae - Fabrateria Nova.

Questa la tesi sostenuta dallo storico toscano Mario Lopes Pegna nella sua "Storia del popolo etrusco". In tale periodo la Rocca perse la sua importanza. Al tempo delle invasioni barbariche, la valle fu devastata ripetutamente e la popolazione, per mettersi in salvo, si rifugiò sulle alture.

Dal 542 al 552, i Benedettini costruirono il monastero di S. Nicola sul colle di Castro ed il castello di Ambrifi ai piedi del Monte Calvilli (m. 1100). Intorno al monastero sorse l'attuale centro di Castro, che subito riprese, insieme con il nome, anche il suo vecchio ruolo di fortezza a difesa del confine dello Stato pontificio "Castruni Castri" e/o "Castrum. S.Petri".

Nel 1165, la Rocca fu incendiata dalle truppe del Barba guidate da Cristiano di Magonza. Nel 1186, il Balivo della provincia di Campagna, Lautei Milano, che risiedeva a Castro, affidò la Rocca all'abate Giordano di Fossanova. Nel 1410, Papa Giovanni XXII (il napoletano Cossa) vi infeudò per la prima volta i Colonna. Nel 1501, fu feudo di Rodrigo Borgia, figlio di Lucrezia; nel 1556 dei Carafa, nel 1562 tornò a Marcantonio Colo il condottiero della flotta papalina alla battaglia di Lep il quale concesse a Castro lo Statuto. Nel 1816, il Conestabile Filippo III Colonna rinunziò al giurisdizione sul feudo, che, da allora, prese il nome di Castro dei Volsci.

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Ultimo aggiornamento:  01-01-10